Locandina

Dal 26 settembre al 2 ottobre 2009 la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha ospitato nella sede dei Casali di Ponte di Nona l’evento L’usignolo e la rosa. Arte e cultura dall’Iran a cura dell’arch. Stefano Russo in collaborazione con l’associazione we have a dream e lo Studiobioarch Events, manifestazione dedicata allo scambio culturale tra l’Italia e l’Iran, con l’intenzione di ampliare e consolidare l’amicizia tra i due Popoli e di promuovere lo sviluppo sostenibile mediante lo studio e la reinterpretazione in chiave contemporanea degli efficienti espedienti architettonici e dei materiali naturali tipici delle costruzioni dell’altopiano iranico.

 

La manifestazione è stata aperta con l’inaugurazione della mostra fotografica Volti dell’Iran. Il popolo dell’altopiano iranico a cura dell’associazione di volontariato we have a dream. Ritratti di bambini, donne e uomini che, colti nelle loro occupazioni quotidiane, ci sorridono attraverso l’obiettivo; un piccolo spaccato della vita quotidiana della gente dell’altopiano iranico. La mostra vuole essere un invito alla riflessione e alla conoscenza di culture diverse dalla nostra, al di là della campagna mediatica che, in Occidente, mette l’accento solo su alcuni aspetti del Paese, spesso criminalizzando un intero Popolo.

 

A seguire è stata inaugurata la mostra Architettura sostenibile. L’altopiano iranico fonte di civiltà e ispirazione. L’esposizione, curata dall’arch. Stefano Russo, indaga l’architettura e l’urbanistica tradizionale persiana, alla scoperta degli accorgimenti che l’uomo nei secoli ha ideato per creare edifici confortevoli e infrastrutture funzionali in un territorio particolarmente difficile dal punto di vista climatico. Attraverso fotografie, piante e disegni esplicativi viene illustrata un’architettura antica, ma oggi più che mai attuale dal punto di vista della sostenibilità e bioclimaticità.

Il catalogo della mostra, edito da Gangemi Editore, può essere richiesto contattando l’associazione we have a dream.

 

Il programma della manifestazione è proseguito con la proiezione del documentario Nel cuore del Kavir del regista iraniano Kamiar Faroughi.

E’ seguito un omaggio alla grande tradizione poetica persiana: sorseggiando tè, i visitatori hanno ascoltato, dalle voci di Tajjebeh Taheri, in farsi, ed Enrico Petronio, in italiano, una selezione dei più bei componimenti di Ferdousi, Khayyam, Sa’di, Rumi, Hafez e Forugh Farrokhzad, accompagnati da brani di musica tradizionale eseguiti da Pejman Tadayon

La giornata si è chiusa con il concerto del gruppo iraniano Navà, la cui ricerca si situa a metà strada tra la tradizione classica persiana e quella delle musiche popolari iraniche, con particolare attenzione al repertorio dei brevi poemi musicati. I timbri strumentali, le melodie vocali, eseguite all’unisono con gli strumenti o in melismatici contrappunti, le ritmiche, spesso asimmetriche, conferiscono alla musica di Navà quell’atmosfera tipicamente persiana, unica nel contesto delle musiche orientali.

 

Lunedì 28 settembre 2009 si è svolto un seminario sull’architettura sostenibile dell’altopiano iranico. All’intervento di apertura del prof. arch. Lucio Barbera, Preside della Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni” dell’Università La Sapienza di Roma, sono seguiti i contributi dei relatori: prof. arch. Ahmad Sebt Hosseini, nato a Tabriz, oltre ad insegnare nelle facoltà di Architettura e Turismo di Tehran e Zahedan, si interessa all’architettura sostenibile da molti anni; arch. Rassul Heydarian, vive e lavora come libero professionista a Bushehr; arch. Maurizia Manara, libera professionista specializzata in urbanistica, archeologia e architettura iraniana, consigliere della A.L.A. (Associazione Archeologica Lombarda) e docente presso la Fondazione Humaniter (corso di archeologia), dal 1990 membro della Missione Archeologica Italiana di Iasos (Turchia); arch. Luciana Manzi, nata a Roma, dal 1991 vive e lavora, come libera professionista, a Tehran. Il seminario è stato coordinato dall’arch. Daniela Bianchi dello Studiobioarch.

Ai partecipanti è stato rilasciato un attestato che dà diritto a crediti nelle facoltà universitarie aderenti.

 

Fino al 2 ottobre 2009 sono rimaste aperte le mostre Architettura sostenibile. L’altopiano iranico fonte di civiltà e ispirazione e Volti dall’Iran. Il popolo dell’altopiano iranico ed è stato proiettato il documentario sulla storia dell’Iran Sette volti di una civiltà.

All’iniziativa hanno partecipato complessivamente circa 400 persone.

A tutti i partecipanti sono stati consegnati i volantini “Architettura sostenibile” e “Solidarietà fra Popoli”, realizzati da we have a dream.

E’ stato realizzato un ricavato netto di 35,28 euro che sono stati destinati al settore Energia e Ambiente dell’Associazione per la realizzazione di nuove iniziative informative e di sensibilizzazione.

 

we have a dream ringrazia tutti i relatori, gli artisti e i professionisti che hanno collaborato all’iniziativa e inoltre:

  • l’arch. Stefano Russo e lo Studiobioarch Events per aver proposto all’associazione we have a dream di collaborazione alla realizzazione dell’evento;
  • il fotografo Luca Bisson, le cui foto hanno documentato importanti momenti dell’iniziativa;
  • i Volontari che ci hanno aiutato nella realizzazione dell’evento: Nayeli Zacarias e Raffaella Paolessi;
  • la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per aver ospitato l’iniziativa;
  • l’Istituto Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran per aver collaborato alla realizzazione dell’evento;
  • i Municipi V, VII e VIII del Comune di Roma per aver concesso il patrocinio e il contributo allo spettacolo;
  • il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”, l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente e la Camera di Commercio e Industria Italo Iraniana per aver patrocinato l’evento;
  • i sostenitori della iniziativa: Ecoradio la voce del pianeta 88.300 FM, Verdesativa prodotti cosmetici e borse in canapa e Servizi.it Information Tecnology personalizzati; 
  •  tutte le persone che hanno partecipato all’iniziativa e che, come noi, hanno un sogno.

 

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