Il mondo è in perfetto equilibrio. Guai a rompere questo meraviglioso e complesso meccanismo.

Potremmo non essere in grado di ristabilire l’ordine necessario affinché tutto torni a funzionare nel modo migliore.

Stefano Russo

 

Casa Pieralisi - Roma

casa Pieralisi, realizzata a Roma dall’arch. Stefano Russo

foto archivio Studiobioarch

                Architettura sostenibile           

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architettura sostenibile

Realizzare oggi una casa può sembrare qualcosa di assolutamente normale e rientra nella quotidianità veder sorgere di tanto in tanto delle nuove costruzioni. Le nostre città sono cantieri perennemente aperti, dove nuove infrastrutture cercano di soddisfare l’esigenza di andare sempre più veloci, anche se forse non si sa bene verso quale méta, ma sicuramente senza avere il giusto riguardo per l’ambiente.

Le nostre case, il luogo dove risiedono l’intimità, i ricordi, dove rimarrà per sempre un pezzo della nostra vita. Anche le nostre case risentono del menefreghismo e della noncuranza verso l’ambiente che ci circonda: basta guardarsi attorno per capire quanto poco la tutela dell’ambiente sia stata messa al centro delle realizzazioni architettoniche. Abitiamo in costruzioni dove le materie naturali sono state sostituite da elementi estranei ai cicli naturali, dove i consumi energetici per riscaldarle e raffreddarle sono andati man mano crescendo vertiginosamente per cercare di soddisfare sempre di più le nostre necessità di avere luoghi confortevoli. Peccato che questo comfort lo stia pagando l’ambiente e lo pagherà anche chi verrà dopo di noi. Nell’idea corrente di tutela dell’ambiente non si è mai approfondito e compreso l’importanza di realizzare le abitazioni secondo standard di sostenibilità energetica ed ambientale, e l’unico parametro che ha dettato le linee guida della realizzazione degli edifici è stato il profitto di coloro che li hanno realizzati. Ma è possibile oggi costruire una casa che rispetti questi parametri “amici dell’ambiente” senza dover rinunciare a comfort, estetica e a costi ragionevoli? La risposta è sì, e non solo è possibile, è doverosa una scelta in cui l’architettura sia sempre e comunque rispettosa dell’ambiente, un’ architettura sostenibile.

L’architettura è una delle attività umane in cui, più che in altre, è doveroso applicare il concetto di “sostenibilità”. Non si può più costruire mettendo esclusivamente le esigenze dell’uomo al centro di ogni progetto, ma l’essere umano deve comprendere l’importanza di tornare ad occupare il proprio posto all’interno di un equilibrio che la Natura ha creato e tenuto in perfetta armonia da quando la Terra esiste.

Oggi, grazie all’esperienza e alla tecnologia, è possibile costruire case dove Natura ed essere umano coesistono, a partire dal semplice orientamento rispetto ai quattro punti cardinali, all’utilizzo di materiali naturali per la realizzazione delle varie parti della costruzione, all’uso di fonti energetiche rinnovabili e di elementi naturali per il condizionamento e il riscaldamento degli ambienti interni. Case che rispettino questi criteri non sono più relegate a dei libri tecnici sull’architettura, ma sono delle realtà che in alcune zone d’Italia, e non solo, stanno diventando un punto di riferimento per chi si accinge alla realizzazione di nuovi edifici.

Prendiamo ad esempio una delle tante case o palazzi che ci circondano: l’occhio umano non riesce a vederlo, ma in realtà, dal punto di vista della trasmissione del calore e del freddo, sono delle vere e proprie “groviere”. In inverno pompiamo calore all’interno di esse per riscaldarle, ma in realtà è più quello che viene perso per dispersione termica che quello che rimane all’interno delle mura domestiche. In estate, al contrario, cerchiamo di raffreddarle,

cisterna per la conservazione dell'acqua - Yazd, Iran

cisterma per la conservazione dell'acqua, affiancata da quattro

torri di ventilazione naturale, sita in Iran nella città di Yazd

foto archivio Studiobioarch

ma il calore esterno, senza nessun problema, entra nelle nostre case, tanto che arriviamo a mandare in tilt le linee elettriche a causa dell’elevato quantitativo di energia che richiediamo inutilmente nella speranza di raffrescare le abitazioni. Queste “groviere” poi, oltre a non essere per niente isolate dall’esterno, sono realizzate con materiali con cui il nostro organismo non sempre va d’accordo. Pavimenti, pitture, murature, sono sempre più spesso realizzate con sostanze di sintesi chimica, che con il tempo vengono rilasciate nell’ambiente e quindi vengono inalate, senza che si conoscano gli effetti a lungo termine sul nostro organismo. L’uomo si è dimenticato troppo presto dell’importanza delle materie naturali che lo circondano e che per migliaia di anni ha utilizzato nella realizzazione delle sue abitazioni. Gli antichi, infatti, attraverso l’ingegno e l’impiego di materiali ed elementi naturali, ci hanno lasciato esempi più che mai attuali da prendere come riferimento. Mattoni in terra cruda, calci naturali, pitture derivanti da estratti naturali di erbe, uova o latte sono piccoli esempi di come si possa realizzare una casa con materiali a basso impatto ambientale e totalmente innocui per l’uomo. Anche per l’isolamento termico, la Natura ci torna utile mettendoci a disposizione il sughero, il miglior materiale che si possa utilizzare per avvolgere le nostre abitazioni in un confortevole cappotto che le proteggerà e proteggerà noi dal freddo dell’inverno e dal caldo dell’estate.                                                            

Piccoli accorgimenti, che possono di primo impatto sembrare insignificanti, nell’insieme determinano grandi differenze nei consumi energetici di un’abitazione: una corretta esposizione si ha quando la casa non ha affacci verso Nord, mentre offre ampie vetrate verso Sud, che consentono di sfruttare l’irraggiamento solare per riscaldare la casa durante i mesi invernali e di godere della luce naturale anche in estate, grazie all’utilizzo di adeguate schermature solari che evitano il surriscaldamento degli ambienti; l’eliminazione di qualsiasi “ponte termico” dei muri perimetrali garantisce che da nessuna parte dell’abitazione ci possano essere fughe di calore.

Il connubio che permette di realizzare abitazioni quasi totalmente autonome dal punto di vista dei consumi elettrici e dei combustibili fossili è quello tra ciò che la Natura ci mette a disposizione e nuove tecnologie che migliorino quelle esistenti e riscoprano quelle del passato. Tripli vetri per gli infissi a bassissima conduttività termica, pannelli solari per la produzione di acqua calda e pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità permettono oggi di rendere le abitazioni dei veri e propri “thermos”, dove il comfort e il benessere di coloro che ci vivono è totalmente rispettoso dell’ambiente.                                                      

Chiunque voglia costruire delle abitazioni dovrebbe rispettare degli standard minimi che consentano adeguati risparmi energetici.

Perché allora le nostre città sono delle insaziabili consumatrici di energia? Purtroppo interessi economici, politici e finanziari dettano le regole delle attuali realizzazioni nel campo dell’edilizia che non tiene conto dell’importanza di costruire secondo criteri di risparmio energetico e utilizzando materiali a basso impatto ambientale. Inoltre, anche se costruissimo le case secondo questi principi, non servirebbe alla tutela dell’ambiente se prima di tutto non cerchiamo di cambiare le nostre abitudini. Il nostro modo di logorare le risorse del Pianeta cresce a ritmi davvero inquietanti e prima o poi la Terra ci presenterà il conto di questo sciacallaggio ambientale. Affinché una casa possa essere davvero “sostenibile”, i suoi abitanti devono comportarsi secondo il buonsenso nella vita di tutti i giorni. Piccoli gesti, come chiudere l’acqua quando non serve, usare poco detersivo per lavare piatti e indumenti, non lasciare luci accese inutilmente, eliminare elettrodomestici con la tecnologia dello “stand-by”, sono tante le azioni che possiamo fare per rendere la nostra presenza su questo pianeta più sostenibile. La responsabilità quindi è nostra e non possiamo più delegarla alle generazioni future, se vogliamo davvero lasciare un futuro a chi verrà dopo di noi.                                                                                                                                                                          

Per approfondimenti:

“Architettura sostenibile. L’altopiano iranico fonte di civiltà e ispirazione” di Stefano Russo, ed. Gangemi, www.studiobioarch.it

 

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