Be yourself no matter what they say.

Sting

 

ponte di Londra

Le comunità vanno aiutate, per alcuni aspetti vanno educate; va stimolato in loro il bisogno di informarsi. Una comunità informata è sicuramente una comunità libera e moderna. Oggi più che mai va favorito l’incontro di culture, di idee, di storie che possono aprire i confini, che sempre più spesso riduciamo agli altri per paure nostre che non trovano fondamento.

La discriminazione fondata su orientamenti sessuali, come la totalità delle discriminazioni, non trova nessun perno d’appoggio nella realtà dei fatti. La paura verso gli omosessuali trova origini nella non apertura verso di loro. La non conoscenza della comunità GBLT (Gay, Bisex, Lesbiche, Trans), i pregiudizi e preconcetti da “vizietto borghese” rendono difficile una vera integrazione e nebuloso il rapporto tra le comunità.

E’ necessario aiutare la comunità eterosessuale ad aprire i propri orizzonti, aiutarla ad informarsi, aiutarla a conoscere, aiutarla ad imparare, a rispettare, aiutarla ad essere attuale.

La comunità omosessuale va rispettata nella sua interezza, nelle sue contraddizioni, nell’esigenza di voler emergere pubblicamente, anche riservandosi degli spazi propri. Conoscerla è il primo passo per emanciparla, emanciparla è il primo passo per renderci solidali e migliori.

La strada da percorrere non è quella di giudicare, ma di valorizzare i punti d’incontro affinché si riesca ad arrivare ad un vero e proprio percorso comune. Non possiamo più concepire una società che riserva spazi a discriminazioni che si basino su differenti orientamenti sessuali; l’omosessualità non può più essere un handicap per chi decide di viverla a viso scoperto.

II Settore dei Diritti degli Omosessuali si propone di orientare le proprie attività verso l’aiuto alla società affinché superi i limiti che la rendono eterosessita, affinché non ci sia più spazio per l’ignoranza che associa il gay al pedofilo, il transessuale alla prostituzione, il lesbismo all’atteggiamento volgarmente maschile. Rendere di tutti l’idea che non c’è vergogna nell’amare una persona del proprio sesso, aiutare un genitore a superare l’idea che non c’è imbarazzo nell’avere una figlia lesbica o un figlio gay e che non ci deve essere nessuna paura per il loro futuro. Far in modo che a tutti vengano date le stesse opportunità professionali, a prescindere dai propri orientamenti sessuali o dai propri percorsi di vita.

                              foto archivio we have a dream

Per non permettere di far accompagnare dall’inciviltà la nostra società verso il futuro.

Uno sguardo particolare sarà riservato al mondo dell’associazionismo che da anni lotta per la causa di tutte le ragazze ed i ragazzi omosessuali, ma che, come spesso accade per incomprensioni, lo fa in maniera divisa, attraverso strade separate che rendono meno efficaci le battaglie che si intraprendono e che rendono più difficili da raggiungere gli obbiettivi preposti.

Tavoli d’incontro, per studiare progetti che si possono portare avanti insieme, saranno sicuramente un valido aiuto al fine di ricucire lacerazioni storiche che hanno sminuito, agli occhi dell’opinione pubblica, gruppi di lavoro importanti per la storia della comunità GBLT e che tanto bene hanno fatto alla modernizzazione del Paese.

Ed in fine un impegno importante verso quelle ragazze e quei ragazzi che senza un aiuto non riescono a vivere serenamente la propria condizione, magari vittime di quel pregiudizio omofobico che, anche involontariamente, spesso accompagna molti di noi, aiutandoli a capire prima di tutto che l’omosessualità non è una malattia, l’omosessualità non è un limite che ti pone in svantaggio verso gli altri e di cui ci si deve vergognare. Sarà orientata in tal senso una parte delle attività verso gli istituti scolastici, tramite l’aiuto di educatori e psicologi, accomunando tali lavori ad iniziative contro il bullismo giovanile.