A stare con gli animali c’è solo un pericolo, diventare migliori!

Oscar Wilde 

 

Luna

foto archivio di we have a dream

                    

Avere un animale

è un impegno.

Se non sei in grado

di rispettarlo,

NON PRENDERLO!

                    

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abbandono

Previeni l’abbandono

Il miglior modo per prevenire l’abbandono è decidere di non prendere un animale.

Perché se non si è in grado di tenere adeguatamente un animale, amarlo e rispettarlo, è meglio non averlo.

Ma se non si vuole rinunciare alla gioia di vivere accanto ad un vero amico, si deve valutare l’impegno necessario, prima di decidere di fare entrare il nuovo amico nella nostra casa e nella nostra vita, affinché l’animale non sia vissuto come un fastidio o come un inquilino indesiderato.

 

Avere un animale è un impegno quotidiano

Un animale è un essere vivente, con i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue emozioni, che deve poter avere la possibilità di scegliere, di chiedere, di interagire, di sentirsi libero di vivere una vita felice e serena nell’ambito familiare.

Una creatura che vive in armonia con le persone che la circondano sarà più socievole, più contenta, più disposta a rispettare le poche regole di base necessarie.

Un animale che viene messo da parte o prevaricato, maltrattato o percosso, che viene reso oggetto di sfogo delle nostre frustrazioni personali solo perché indifeso, invece, soffre ingiustamente.

 

Perché si abbandonano gli animali?

Chi abbandona un animale è una persona incosciente, che ha fatto uno sbaglio di valutazione nel momento in cui ha deciso di prendere l’animale in casa. E per liberarsi del problema, decide di commettere un errore molto più grave, noncurante delle conseguenze che questo gesto avrà su un essere vivente che non ha mai chiesto né scelto di essere adottato. 

Difficilmente accade che si pensi alla eventualità di abbandonare l’animale nel momento in cui si decide di adottarlo. Poi però subentrano degli imprevisti: il cucciolo è cresciuto più del previsto, sporca in casa o fa qualche piccolo danno, richiede attenzioni e vuole salire sul divano, non si sa a chi lasciarlo quando si parte per le vacanze, comporta costi per il mantenimento, si manifestano delle allergie inattese, non lo vogliamo più. Ma un animale non è un giocattolo e non può essere messo da parte quando ci siamo stancati di lui.

 

Errare è umano. Perseverare è diabolico.

Non dovrebbe accadere quando ci va di mezzo una creatura innocente, ma può capitare di sbagliare. In tal caso bisogna assumersi le proprie responsabilità e affrontare e risolvere la situazione che si è venuta a creare a seguito di un’adozione avventata. L’unica cosa da fare è rivolgersi ad amici, parenti, al veterinario, alle associazioni di volontariato che si occupano di adozioni, per cercare una nuova casa al nostro amico, un posto dove possa essere amato e ricevere le cure che noi non vogliamo o non possiamo più dargli. 

Abbandonare un animale non solo è un gesto da vigliacchi senza cuore, ma è una ammissione di incompetenza e inaffidabilità.

  

Adottare un animale equivale ad accogliere un amico in casa

Un amico che non parla la nostra lingua, con abitudini ed esigenze diverse dalle nostre, che ha diritto ai suoi spazi e ai suoi desideri, compatibilmente con le regole di casa e le esigenze degli altri membri della famiglia.

Il nostro nuovo amico, separato dalla sua famiglia di origine, non ha altri riferimenti che noi e ci considera la sua nuova famiglia. Si aspetta quindi protezione e affetto e di poter contare su un rapporto di fiducia che non verrà mai tradito.

La convivenza a volte comporta qualche compromesso, da entrambe le parti. Ma se fatti con amore e reciproco rispetto, e a fronte di un ritorno in scambievoli attenzioni, anche i piccoli sacrifici saranno ben accetti da tutti i componenti del nuovo gruppo familiare. 

Come tutti gli animali, essere umano compreso, l’animale deve essere educato con tenerezza, pazienza e comprensione, trovando il modo giusto per trasmettergli poche semplici regole legate alla organizzazione familiare quotidiana e, allo stesso tempo, sforzandoci di comprendere le sue richieste e di andare incontro alle sue necessità. Ricordiamoci sempre che quello che ai nostri occhi può sembrare ovvio, agli occhi di una creatura diversa da noi può essere difficile da imparare; quindi è bene mettersi sempre in discussione cercando il modo migliore di comunicare con l’animale, senza pretendere che sia solo lui a dover capire noi.

L’insegnamento posto sotto forma di gioco, accompagnato da una buona dose di carezze e affettuosità, sarà più facilmente appreso. Viceversa, la violenza non è mai educativa, nel senso più vero del termine (la parola educazione viene dal latino e-ducere che significa liberare): un animale che esegue ordini perché obbligato dal timore della punizione obbedisce ma non è libero. 

L’amore di un animale è il sentimento più puro che ci sia, scevro da qualunque malizia , condizionamento o secondo fine. Un animale non ti giudica; lui ti accetta per come sei, ti ama e ti chiede solo di essere amato.

Amare un animale significa innanzitutto rispettarlo come essere vivente capace di intendere e di provare sentimenti ed emozioni. 

  • Se vuoi prendere un animale, INFORMATI E VALUTA L’IMPEGNO NECESSARIO.
  • NON PRENDERE UN ANIMALE se non sei in grado di tenerlo in modo idoneo, rispettandolo in quanto essere vivente.
  • Se decidi di prendere un animale, NON COMPRARLO, ADOTTALO! L’AMORE DI UN AMICO NON SI COMPRA!
  • AMA IL TUO NUOVO AMICO e dedicagli tutte le attenzioni che gli spettano di diritto; ti ricambierà con tutto il suo affetto.
  • FAI STERILIZZARE IL TUO ANIMALE.
  • Se non puoi più tenerlo, NON ABBANDONARLO! AFFIDA IL TUO ANIMALE alle cure di qualcun altro che possa amarlo adeguatamente.

 

 

Pensieri a 4 Zampe

di Anna Marchetti

 

E pur ti ho amato!

Ti ho amato tanto!

Ti ho fatto compagnia nei tuoi momenti tristi,

in silenzio ho sopportato i tuoi ritardi,

i tuoi malumori,

facendo tesoro di ogni tua carezza.

Ho aspettato con pazienza il rumore dei tuoi passi

con gli occhi e le orecchie attenti,

ho conosciuto ogni crepa del legno della tua porta,

guardingo e protettivo alle tue cose, ai tuoi affetti.

E stanotte sono qui,

in una campagna sconosciuta legato a questo palo,

nel freddo cerchio della sua luce

e abbaio disperato alla targa della tua auto che si allontana,

mentre un grande “perché” mi scoppia nel cuore! ….

Ma ….

Se tu tornassi indietro sulla strada del rimorso io ti perdonerei,

dimenticando la tua umana crudeltà

e leccherei felice le tue mani che sciolgono i nodi,

mentre spargerei su di noi l’argento dei raggi della luna

con lo scodinzolare festoso della mia coda.

 

Un cane

 

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